Adelina e le scarpe


Adelina era il mio braccio destro nell’allevare la mia terza figlia Sara, molto vivace, che mi faceva disperare quando arrivava l’ora dei pasti, noscondendosi tra i casotti, al mare, per non mangiare.
Tuttavia Adelina, con molta pazienza riusciva a farle consumare il suo pranzetto inseguendola di qua e di là.
Adelina proveniva da Guspini, un paese in provincia di Cagliari ed apparteneva ad una famiglia numerosa (8 figli) e poverissima.
Il padre, traeva il sostentamento per la sua famiglia , da un giogo di buoi, con i quali arava la terra nel tempo della semina.
Un giorno Adelina mi confidò:

“Eravamo talmente poveri che non avevano da vestire se non i capi smessi dai bambini del vicinato. Camminavamo scalzi sia d’estate che d’inverno. Sotto i nostri piedi s’era formato un callo che fungeva da suola.
I miei genitori faticavano a farci trovare ogni giorno un piatto di minestra, nonostante tutto ci hanno sempre educato al timor di Dio.
All’età di otto anni fui mandata a frequentare il catechismo parrocchiale in preparazione alla Prima Comunione:ero sempre attenta alle lezioni e rispondevo prontamente alle domande.
Alla vigilia della festa avevo ricevuto in prestito il vestito bianco ma mi mancavano le scarpe.
Dopo aver bussato a tante porte, una mamma, commossa dalla mia povertà, mi prestò le scarpe bianche della sua bimba defunta.
Quel giorno fu il più bello della mia vita. I miei piedi, per la prima volta, calzavano un paio di scarpe.
Per la verità erano un po’ strette, ma feci di tutto perchè contenessero i miei piedi gonfi e sformati.
La notte non chiusi occhio perchè andai a letto con le scarpe ai piedi che non levai fino al momento della restituzione.
Con le scarpe mi sentivo come le altre bambine più fortunate di me.
La notte sognavo spesso quelle scarpe.
All’età di quindici anni andai a servizio presso una famiglia benestante del paese ed il mio primo guadagno fu destinato all’acquisto delle famose scarpette bianche.
Ancora oggi, quando passo davanti ad una vetrina di scarpe, mi fermo ad osservarle incantata pensando alla mia triste infanzia.
Attualmente posseggo diverse paia di scarpe comprese quelle che non mi stanno più. Le tengo tutte pulite e lucide e le considero il mio tesoro
“.

Un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...