L'orfanella (2^ parte)

Il tempo passava e Maria diventava una bella ragazza e studiava con profitto fino alla maturità scientifica. Desiderava continuare medicina ma, scoppiata la guerra, dovette interrompere gli studi.

In seguito frequentò la scuola per infermieri professionali e trovò lavoro in un ospedale di Cagliari. Lì conobbe un medico, del quale si innnamorò. Dopo qualche tempo si accorse di aspettare un figlio, ma il suo compagno incominciò ad allentare il rapporto fino ad abbandonarla, lasciandola sola ad allevare il suo bambino. Una volta raggiunta l’indipendenza economica, lasciò la famiglia e si trasferì a Roma sopratutto per dimenticare l’uomo che l’aveva tradita. Fu destinata al reparto nucleare, dove praticava la cobalto terapia agli ammalati di tumore.

Maria si trovava bene sia con i colleghi sia con i pazienti, che seguiva con tanto amore. Ma la salute andava decadendo: si sentiva debole, inappetente e con dolori alle ossa.

Accadde che un giorno, un paziente le parlasse di un grande invalido di guerra, che cercava un’infermiera. Ripensando alla sua salute cagionevole, decise di accettare la proposta. Conobbe così il dottor Valeri, grande invalido a cui mancavano le gambe, tranciate da una bomba. In compenso era una persona colta, intelligente e sensibile: S’innamorarono subito e dopo breve tempo si sposarono:Maria, dopo qualche anno mise al mondo tre figli e si era creata quella famiglia che non aveva mai avuto. Amava suo marito ed era ricambiata. Anche suo marito aveva trovato finalmente la serenità, dopo tanto dolore e tristezza. Aveva riconosciuto come suo anche il primo figlio che Maria aveva avuto da un medico.Durante un viaggio a Palermo, città che lui amava molto, acquistarono un appartamento con un giardinetto, dove trascorrevano lunghe ore all’aperto. I tre figli studiavano con profitto, ottenendo in breve tempo una sistemazione lavorativa.Con mille sacrifici Maria riuscì ad acquistare un appartamento per ogni figlio. Oggi Maria è una mamma e nonna felice.

6 commenti

  1. E’ un piacere fare la Sua conoscenza…trasmette molta dolcezza…ho visto un servizio in TV che La riguardava(precedente a quello di FestaItaliana) e mi sono interessata subito alla Sua fantastica esperienza…dall’inquadratura che hanno fatto al Suo monitor ho riconosciuto la schermata del blog “tiscaliano” ed ora finalmente le posso scrivere…La serenità raggiunta da Maria è quella che ricerchiamo un po’ tutti…io in questo momento avrei davvero bisogno di assaporarne un po’…buona serata…

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  2. che storia triste ma stupenda finalmente Maria cio’ che ha seminato ha raccolto!Brava Maria nella sfortuna la grazia di vivere una vita degna come merita!!!Nicoletta

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