La mia vita trascorreva tranquilla fino a quando….

Arrivarono i guai legati alla salute di mio marito subito dopo il pensionamento.

Con la buonuscita avevamo acquistato una macchina nuova per una prestazione più sicura; ma una notte al rientro dal teatro, dopo aver assistito alla rappresentazione della "Tosca" si rivelò il primo sintomo della malattia di mio marito:

atrofia cerebrale.

Quella notte la macchina guidata da mio marito sbandò più volte a rischio d’incidente.

Ci rivolgemmo subito al neurologo che tramite dei test confermò la sospettata diagnosi.

Nonostante le cure il male procedeva arrecando altri danni cerebrali: non riconosceva più il valore del denaro e non riusciva più nei calcoli.

Col tempo si verificò la confusione tra sogno e realtà: una notte si alzò dal letto e senza preavviso usci’ da casa. Quando mi svegliai, non trovando mio marito in casa, mi allarmai e chiamai subito mio figlio maggiore perchè lo cercasse.

Ma poco dopo sentii che l’ascensore saliva al piano:era mio marito impaurito e infreddolito che rientrava. Mi riferi’ d’aver atteso per mezz’ora mio genero davanti alla nostra parrocchia, ma che non si era fatto vivo.

Da quel momento lo controllavamo a vista perchè non era più in grado d’intere e volere.

Passava il tempo e più il male progrediva non riuscendo più a badare alla sua igiene personale. Quando si sedeva in poltrona dormiva sempre e quando si svegliava non era più in grado di alzarsi da solo.

A tavola doveva essere imboccato perchè a volte non riusciva a deglutire. Un anno prima che si aggravasse maggiormente dovetti assumere due infermieri: uno di giorno e uno la notte perchè doveva essere accudito come un neonato. La notte non dormiva mai perchè mi chiamava in continuazione oppure gridava o cantava.

La fase più dolorosa durò un anno, con frequenti ricoveri finchè colto da polmonite ed edema polmonare ci lasciò nel rimpianto.

9 commenti

  1. mia cara è doloroso quello che ti è capitato,ringrazia Dio che hai avuto la possibilità di assistere il tuo caro nel miglior modo possibile e questo ti sia di conforto.Pensa quanta gente nelle tue condizioni è costretta ad abbandonare in casa di cura(quando va bene trovare il posto)e tante volte dopo una vita di lavoro,dover chiedere la carità per assistere i propri cari perchè non si hanno i mezzi per affrontare le spese,questo è il conforto che ti posso dare spero ti sia d’aiuto coraggio Ida

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  2. Cara Nonnina, hai semplificato tanto…. Ricordiamo tutti quei tristi momenti, ma ti ricordi quando andavamo in ristorante e lo chiamavano Cavaliere… si sentiva cosi tanto orgoglioso di aver avuto una onorificenza dallo Stato. Ricordo con piacere la sua onestà, la sua lealtà nei confronti dei figli e la gioia che provava a vedere i suoi amati nipoti… Ero mio Padre… sono molto orgoglioso da aver avuto un Padre così!

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  3. Ogni uomo cerca la pace, la giustizia, la felicità.
    Ma qual’è la via per raggiungerla? E’ la via del Signore. Questa via non è come le grandi strade dove si corre veloci. Non è una via sempre dritta. E’ invece come le vie piccole e strette dove scorre la vita degli uomini. E’ come i sentieri che conducono al nostro cuore. La via del Signore passa vicino ai poveri, ai malati, achi è solo, a chi soffre, a chi ha bisogno. E’ necessario che ciascuno si fermi accanto a Gesù caricandosi il peso della propria croce per incamminarsi insieme a lui.

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  4. Davvero un episodio toccante della tua esistenza cara Tiana. Fino all’ultimo non gli avete fatto mancare il vostro amore è questa è la cosa più importante perchè nella malattia l’affetto delle persone care è una medicina efficace contro il male. Un abbraccione!!!
    P.S: Scusa se ultimamente non sono passato ma ho avuto delle noie con il pc e molto spesso ho usato al volo quello di mia sorella che sta vicino a me. Ciao!!!

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  5. Ho avuto occasione di conoscere tante persone che lo hanno frequentato per amicizia o per lavoro e mi hanno fatto i complimenti per lo stile che lo distingueva e che a loro dire ho ereditato.Ciò mi riempie di orgoglio.

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