Le scarpe di Natalina

Eri una ragazza piccolina di statura

ma briosa ed intelligente.

provenivi dalla campagna

in cerca di lavoro.

Hai bussato alla mia porta

ed io ti ho accolta.

Oltre che collaboratrice familiare

eri per me anche una figlia

e mi confidavi le tue emozioni

e le tue preoccupazioni.

Un giorno mi parlasti

della tua povera infanzia,

che faceva capo ad una famiglia

mantenuta con i proventi

di un giogo di buoi,

che tuo padre possedeva

per arare la terra dei padroni.

Tu e i tuoi fratelli

non avevate mai avuto

un paio di scarpe:

le vostre scarpe erano

le piante dei vostri piedi,

divenute col tempo callose.

Ma tu sognavi sempre

un paio di scarpe bianche

come quelle delle tue compagne

più fortunate di te.

E quel giorno arrivò.

Era il giorno della tua

 Prima Comunione!

Tu avevi avuto in prestito

sia il vestito che le scarpe.

Quella notte andasti a letto

con le scarpe ai piedi

anche se ti stavano strette

e ti facevano soffrire

e non hai chiuso occhio

ammirandole di tanto in tanto.

Quando hai ricevuto Gesù eri felice

ed hai pregato per la tua famiglia

ma l’ultima invocazione fu:

_Signore fa’ che anch’io

possa avere un paio di scarpe tutte mie!

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