La fame

E’ la guerra….

Le sirene ululano sinistre,

il sibilo delle bombe

fa tremare le vene:

gente che corre ai rifugi,

bambini che  cadono

e urlano dal terrore.

E poi il razionamento

e la fame nera,

che fa soffrire una ragazza tredicenne

 nel pieno del suo sviluppo.

Nei suoi sogni ricorrenti

c’è sempre il pane,

che ruba dalla mensa

per divorarlo in solitudine

come un lupo famelico.

E quando il pane

ritorna abbondante

su tutte le mense

ha paura che possa

da un momento all’altro mancare

e ne fa  per lungo tempo

abbondanti scorte.

2 commenti

  1. sai Tiana io avevo 4 anni quando è incominciata la guerra ed ero in collegio,grazie a Dio non ho mai patito la fame ma la paura quella si,ero piccola 4 5 6 7 anni mi sono perfino ammalata per la paura allora le suore avevano un collegio in montagna e hanno trasferito tutte noi più piccole,la non suonava neanche l’allarme,passava solo pippo e c’era il coprifuoco e nell’incoscenza dei bambini non sapevamo neanche più che c’era la guerra un caro saluto Ida

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  2. Ciao Tiana e…grazie per il tuo commento. E’ veramente incredibile ciò che si cela nello spazio profondo!Leggo il tuo post: la guerra e il pane, ricordo benissimo il pane di quei giorni! pane nero, brutto, quasi disgustoso, e poi, a guerra finita, il primo pane bianco di farina di frumento. Che sapore! che squisitezza! Solo noi, i sopravvissuti, possiamo ricordare e comprendere certe cose!Un bacio

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