Storia di uno scolaro

Voglio raccontarvi un episodio che ho vissuto anni fa in una scuola di periferia .
Mi era stata affidata una prima classe di venticinque bambini di cui la maggior parte
provenienti da famiglie numerose, povere e col capo famiglia disoccupato. Fra questi alunni, tutti irrequieti, ve n’era uno che più degli altri mi faceva tribolare, mettendo scompiglio fra i compagni.

Studiandolo, giorno per giorno, avevo capito che sentendosi inferiore agli altri per capacità ed apprendimento, accentrava l’attenzione su di se con le malefatte come sollevare il suo banco e farlo ricadere di botto, sputare ecc.
A questo punto ho smesso di rimproverarlo dandogli degli incarichi di capoclasse:

ritirare i compiti dei compagni, distribuire i quaderni o scrivere il nome dei compagni

buoni sulla lavagna.
Subito il bambino si è sentito importante ed esguiva questo incarico alla perfezione. E
quando c’era da eseguire il compito ci metteva tutto il suo impegno. Con lui largheggiavo con i voti per invogliarlo a continuare.
Al primo dieci il bambino mi ha guardato incredulo e appena uscito da scuola ha aperto

il quaderno facendo vedere agli amici il suo voto.
Il bel voto ha fatto il miracolo. Anche i genitori che non si erano mai fatti vivi, vennero a

chiedere molto interessati se quel voto corrispondeva al vero.
Sia il bambino che i genitori si sentivano per una volta gratificati  e valorizzati.

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