In cerca di notizie

Ho ricevuto questa lettera che pubblico volentieri nella speranza che qualcuno possa aiutare la signora Roberta. Personalmente purtroppo non posso aiutarla in quanto ho pochi ricordi confusi dati anche dalla mia veneranda età e considerato che all’epoca ero solo una  ragazzina spensierata.

Gent.ma signora Tiana,

Ho letto con particolare interesse il suo scritto relativo ai bombardamenti del ’43.

Mi sembra di capire che lei e la sua famiglia abitaste nel quartiere de La Marina, dunque, sperando di non sbagliare, il rifugio a cui lei fa riferimento potrebbe essere quello ubicato sotto il palazzo del Liceo artistico e la strada sottostante dovrebbe essere quella di Santa Eulalia.

Mi permetto di domandarle, qualora le supposizioni fossero valide, se per caso nei suoi ricordi di bambina ha conservato quello di Marietta Pisu vedova Pisano che abitava in vico Barcellona ed era,in quegli anni, titolare di un negozio di generi alimentari sito in via Baylle. Negozio attivo sino agli anni ’90 col nome di Salumeria Pisu.

Zia Marietta era sorella di mio nonno materno e la sua figura, esemplare per tanti versi, per la sua peculiarità è stata protagonista di tanti racconti familiari.

In epoca abbastanza recente, incuriosita da questa straordinaria zia che perse l’unico figlio all’inizio della guerra, ho cercato in tutti modi di andare a ritroso nel tempo per ricostruire le vicissitudini di quella povera donna.

Scomodando ministeri vari e ascoltando le poche testimonianze superstiti ho messo su una storia decisamente più completa di quella tramandata dai parenti, con loro somma gioia sia per l’affetto verso la defunta che verso quel figliolo perso giovanissimo in terra d’Africa,i cui resti non erano stati, sino appunto al 2009, rintracciati.

Mentre cercavo di scrivere questa storia molto commovente e triste, mia madre, molto fiera della mia documentazione, scopriva di avere i giorni contati per il più subdolo dei tumori, quello al pancreas.

Sino all’ ultimo istante, consumato all’hospice mi domandava di pubblicare questa ricostruzione, ma non era ultimata e sinceramente non avevo testa per pensare di scrivere.

Le chiedo, pensando che in fondo non è mai troppo tardi, se per caso ha dei ricordi su questa signora sicuramente molto conosciuta nel quartiere e se può raccontare qualunque episodio relativo a quegli anni di guerra, oltre le informazioni riportate sul blog.

Penso che mi sia davvero difficile riuscire a trovare qualche testimonianza relativa alla vita nel quartiere della mia prozia sebbene sia deceduta nel ’68 che non mi pare una data tanto lontana.

Appena sposata abitava in via Lepanto 38, oggi una palazzina fatiscente.

Cambiò domicilio, credo, con la morte del marito, giovanissimo, attorno al ’30 col figlio Salvatore.

Dopo la morte di quest’ultimo,avvenuta 6 giorni dopo la dichiarazione di guerra, zia dedicò la sua vita alla chiesa, a far beneficenza e a cercare le spoglie del figlio supplicando lo stato di poterlo riabbracciare un’ultima volta e sistemarlo al cimitero di Bonaria dove riposava il marito.

Chiedeva anche gli effetti personali,lasciati ovviamente al campo. Fu “accontentata”: le mandarono la divisa e i giornali in tedesco di un’SS che nulla avevano a che fare con ragazzo cagliaritano. 

Ebbe tuttavia una medaglia d’argento al merito, il soldato morì da eroe nel deserto libico evitando di arrendersi al nemico. Ritirò tale riconoscimento per donarlo ad una associazione che si occupava delle vittime di guerra.

Alla fine degli anni ’70, troppo tardi per zia Marietta,al tenente Salvatore Pisano fu dedicato il più grande poligono italiano, quello di Teulada.

Immagino che questa povera madre, come tante altre, avrebbe preferito di gran lunga veder crescere il figlio come persona qualunque piuttosto che saperlo morto da eroe per una Patria che mandava i propri cittadini a morire per sottomettere stupidamente popoli e territori altrui.

 Per quanto mi riguarda, ho promesso di pubblicare questa storia e son certa di farlo sebbene il mio entusiasmo sia molto scemato in quanto l’epilogo si intreccia con un periodo drammatico della mia vita.

Ho la sensazione,del tutto immotivata, che tra le informazioni reperibili ci sia ancora qualcosa.

Forse è solo la mia paura di mettere un punto di chiusura a una vicenda che dentro di me non vuole morire.

La ringrazio infinitamente per aver comunque risposto ed ascoltato questa lontano episodio del quartiere Marina che adoro.

 Cordiali Saluti

 Roberta

roberta.pistis@yahoo.it

 

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