La strega arsa viva

Il 20 gennaio, giorno del mio compleanno, mi è stato regalato un romanzo di Sebastiano Vassalli, (premio Campiello alla carriera 2015 e premio Strega 1990): La Chimera.

La sua storia risale al 1600, quando la chiesa condannava la stregoneria . E’ il caso della protagonista del romanzo, Antonia, che alla nascita era stata abbandonata presso la ruota di un monastero. La bambina era stata presa in adozione da due coniugi di Zardino, paese nella provincia di Novara.

In quel tempo venivano adottati soprattutto i bambini brutti affinchè nelle famiglie non nascessero gelosie e invidie. Meravigliava il  caso di Antonia, bambina bellissima, dai grandi occhi neri che suscitava ammirazione soprattutto tra i giovani del paese. Tuttavia Antonia era scostante con i giovanotti e amava invece accompagnarsi con amiche meno belle di lei. La gente la invidiava al punto da chiamarla “strega”.

Zardino era un paesello paludoso di pochi abitanti soprattutto di contadini e risaroli, sorgente di lavoro anche per giovani che provenivano dai paesi limitrofi, ed è per questi che Gasparo, il  “camminante” , faceva da intermediario accompagnandoli nel Paese .

Gasparo conobbe Antonia presso una fontanella e si innamorò di lei. La notte si incontravano nel bosco e stavano insieme fino all’alba. Molti contadini notavano queste presenze e si diceva fossero dei diavoli, anche perchè in quel periodo avvenivano degli strani fenomeni: bambini che morivano all’improvviso, persone che perdevano la vista ecc.. Si attribuiva tutto ai diavoli e alle streghe e naturalmente fra queste c’era anche Antonia.

I “fratelli cristiani” avevano riferito al vescovo la presenza inquietante di diavoli. Il vescovo a sua volta informò l’Inquisitore. Antonia fu così rinchiusa in un carcere e interrogata sugli episodi  riferiti. Dopo diversi interrogatori ahimè fu fissato il giorno della condanna: la morte al rogo.

In quel giorno tutto il novarese era in festa e accorrevano da tutte le parti per assistere all’evento. Fu acceso il falò e Antonia, fra il clamore generale, fu arsa viva.

Dopo la morte di Antonia e dopo tanta siccità si scatenò un violento temporale e la campagna ricominciò a produrre.

Sebastiano Vassalli

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